{"id":1624,"date":"2020-07-21T06:51:45","date_gmt":"2020-07-21T06:51:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/?page_id=1624"},"modified":"2020-08-05T11:23:51","modified_gmt":"2020-08-05T11:23:51","slug":"i-corsi-dacqua","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/scoprire-il-parco\/i-corsi-dacqua\/","title":{"rendered":"I corsi d&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Corsi d&#8217;acqua naturali (La Molgora, La Molgoretta e il Rio Vallone) e artificiali (Canale Villoresi) del reticolo idrico principale attraversano il Parco da nord a sud e da est a ovest, costituendo l&#8217;ossatura dei corridoi ecologici su cui si fonda il Parco. Innumerevoli stagni (chiamati localmente Foppe)<\/em> costellano il restante territorio <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il torrente Molgora<\/h2>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<em>torrente Molgora<\/em>&nbsp;(meglio sarebbe dire &#8220;<em>La Molgora<\/em>&#8221; come tornato a essere nominato negli elenchi ufficiali dei corsi d&#8217;acqua e come storicamente veniva chiamato)&nbsp;<strong>nasce in due rami nei comuni di Colle Brianza e Santa Maria Ho\u00e8<\/strong>, nel territorio del Meratese. Scende con una modesta portata e frequenti cascatelle fino a Olgiate Molgora (fino qui si trova nel PLIS del Monte di Brianza, successivamente entra nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone) ove raccoglie altri piccoli corsi d&#8217;acqua e comincia ad assumere i connotati di un torrente. Prosegue quindi verso Osnago attraversando la valle cui d\u00e0 il nome,&nbsp;<strong>entrando nel Parco Agricolo Nord Est in territorio di Ronco Briantino<\/strong>.&nbsp; <b>Ad Usmate Velate raccoglie le acque del Molgoretta<\/b>, a Vimercate aumenta anche la profondit\u00e0: vi sono &#8220;buche&#8221; di oltre un metro. <\/p>\n\n\n\n<p>Fino a questo punto, anche per la presenza di ceppo (vedi&nbsp;la pagina <a href=\"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/scoprire-il-parco\/geologia\/\">geologia<\/a>), le sponde sono pi\u00f9 incise e l&#8217;ampiezza non supera la decina di metri. Pi\u00f9 a valle il torrente, superata Caponago, entra a Pessano con Bornago, dove&nbsp;<strong>sottopassa il canale Villoresi<\/strong>&nbsp;ricevendone parte delle acque, con un manufatto chiamato in brianzolo e in milanese &#8220;tri boch de pess\u00e0n&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo percorso, almeno nei tratti fuori dei centri abitati, si allarga progressivamente e assume andamento pi\u00f9 marcatamente meandriforme.&nbsp;<strong>Finisce il suo tratto entro il PLIS del Parco Agricolo Nord Est all&#8217;altezza del Comune di Bussero<\/strong>&nbsp;e successivamente il torrente passa sotto anche al&nbsp;<strong>N<\/strong><b>aviglio Martesana<\/b>&nbsp;a Gorgonzola, con un semplice ponte che contiene naviglio e alzaia, entrando successivamente nel Parco Agricolo Sud Milano. Il torrente Molgora scende poi verso Cassina de&#8217; Pecchi e Melzo; a sud di Melzo delimita il confine tra la provincia di Milano e quella di Lodi, tra i comuni di Truccazzano e Comazzo, fino alla confluenza nella&nbsp;<strong>Muzza<\/strong>&nbsp;(entro il Parco Regionale Adda Nord), che a sua volta sfocia nel fiume Adda.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"373\" height=\"279\" src=\"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/molgora_foto-l-raffa.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1630\" srcset=\"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/molgora_foto-l-raffa.jpg 373w, https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/molgora_foto-l-raffa-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><figcaption>La Molgora, Foto di L. Raffa<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il torrente Molgoretta<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Molgoretta \u00e8 un corso d&#8217;acqua a carattere torrentizio che scorre per 10 chilometri in prevalenza in provincia di Lecco e solo per un breve tratto, coincidente a quello nel Parco Agricolo Nord Est, in provincia di Monza e Brianza. La<strong>&nbsp;sorgente di questo ruscello \u00e8 localizzata nella Valle Santa Croce<\/strong>, compresa nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle di Curone, e precisamente nel territorio del comune di Missaglia (LC). Il Molgoretta&nbsp;<strong>riceve poi le acque del Curone<\/strong>&nbsp;a Osnago&nbsp;<strong>e quelle del Lavandaia<\/strong>&nbsp;a Lomagna, per poi entrare nel PLIS P.A.N.E. e gettarsi da destra nel torrente Molgora a Usmate Velate (MB).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il rio Vallone<\/h2>\n\n\n\n<p>Il rio Vallone \u00e8 un corso d&#8217;acqua con una portata idrica molto instabile: per lo pi\u00f9 asciutto nella maggior parte dell&#8217;anno, pu\u00f2 tornare a riempirsi in caso di forti piogge e percorre il settore orientale del parco per tutta la sua lunghezza .<\/p>\n\n\n\n<p>Ha un&#8217;origine artificiale che risale al XV secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce dal lago di Sartirana, in territorio comunale di Merate. Nel 1476 furono iniziati i lavori di costruzione della roggia Verderio (chiamata poi dal 1727 roggia Annoni), la roggia \u00e8 un emissario artificiale del lago di Sartirana e fu costruito per portare acqua irrigua al territorio di Verderio, in particolare alla Cascina Bergamina. <\/p>\n\n\n\n<p>La roggia ha un percorso tortuoso di circa 10 km e attraversa diversi comuni, viene inoltre rimpinguata dall&#8217;acqua che arriva dal fontanone di San Rocco e dal laghetto di Novate (entrambi attualmente in comune di Merate). Il fontanone \u00e8 una sorta di laghetto di acqua sorgiva, aperto e costruito nel 1600, mentre il laghetto di Novate \u00e8 un invaso dove l&#8217;acqua, attraverso una serie di chiuse, veniva raccolta nei periodi di grande pioggia per essere poi usata per l&#8217;irrigazione nei periodi di siccit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta arrivata a Verderio, in localit\u00e0 Bergamina, si scaricava nei prati e in due diramazioni secondarie. L&#8217;acqua in esubero prendeva la direzione verso Cornate e qui confluiva in un alveo naturale, da questo punto prende il nome di Rio Vallone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rio Vallone confluisce nel sistema delle Trobbie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>sistema delle Trobbie<\/strong> \u00e8 composto da diversi corsi d\u2019acqua riconosciuti con il toponimo di <strong>Trobbia<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>il <strong>torrente Trobbia di Gessate<\/strong>, che nasce in prossimit\u00e0 dell\u2019abitato del comune di Cambiago, in corrispondenza della confluenza dei torrenti Cava e Pissanegra, scorre in direzione nord-sud e attraversa diversi comuni tra cui Cambiago, Gessate, Bellinzago Lombardo<\/li><li>la <strong>roggia Trobbia di Masate<\/strong>, la quale a sua volta riceve i contributi di diversi corsi d\u2019acqua, tra cui: <ul><li><strong>rio Vallone<\/strong>, che nasce nel settore di alta pianura terrazzata tra Verderio e Cornate d\u2019Adda e scorre in direzione nord-sud, attraversando i territori dei comuni di Verderio, Cornate d\u2019Adda, Mezzago, Busnago, Roncello, Masate e Gessate<\/li><li><strong>cavo Vareggio<\/strong>, che nasce a Cornate d\u2019Adda e scorre in direzione nord-sud, attraversando i territori dei comuni di Cornate d\u2019Adda, Busnago, Roncello e Basiano<\/li><li><strong>cavo Ambrosina<\/strong>, che nasce a Busnago e attraversa i territori dei comuni di Grezzago, Trezzano Rosa e Basiano.<\/li><\/ul><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>I <strong>due rami di Gessate e di Masate<\/strong> si ricongiungono, a valle del Comune di Bellinzago Lombardo, costituendo <strong>la roggia Trobbia, anche detta roggia Visconti o roggia Pizzavacca<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>In corrispondenza dell\u2019abitato di Gessate \u00e8 stato realizzato un canale scolmatore per ridurre il deflusso di piena del Trobbia di Gessate nel tratto in cui il torrente stesso attraversa i centri abitati di <strong>Gessate e Bellinzago Lombardo<\/strong>. Questo canale scolmatore, a monte dell\u2019attraversamento con il Naviglio Martesana riceve le acque della roggia Trobbia di Masate, e poi, mediante un sistema di paratoie, riversa gran parte delle portate di piena nel Naviglio Martesana, mentre una piccola parte sottopassa il Naviglio stesso e prosegue a valle fino al ricongiungimento con il ramo di Gessate. Da qui si forma la roggia Trobbia, che confluisce poi nel canale Muzza, poco a monte del punto in cui quest\u2019ultimo riceve le acque del torrente Molgora.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il canale Villoresi<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Canale Villoresi \u00e8 l\u2019ultimo nato tra quelli della rete di&nbsp;<strong>canali artificiali del milanese<\/strong>, compiuto verso la fine dell\u2019Ottocento. In quegli anni di crisi per l\u2019agricoltura lombarda, per poter ottenere un migliore sfruttamento della prima fascia dell\u2019Alta pianura asciutta a nord di Milano, tradizionalmente povera d\u2019acqua, l\u2019ingegnere agronomo Eugenio Villoresi propose la costruzione di un canale che potesse ricevere acqua dal Ticino.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua costruzione cominci\u00f2 nel <strong>1882<\/strong> e termin\u00f2 nel&nbsp;<strong>1891<\/strong>, prelevando&nbsp;<strong>acque dal Ticino<\/strong>&nbsp;(a&nbsp;<strong>Somma Lombarda<\/strong>), per poi&nbsp;<strong>riversarle nell&#8217;Adda<\/strong>&nbsp;(presso&nbsp;<strong>Groppello<\/strong>&nbsp;nel comune di Cassano d&#8217;Adda) dopo aver tagliato per&nbsp;<strong>circa 86 km<\/strong>&nbsp;il territorio a nord di Milano. I canali secondari derivati dal Villoresi hanno certamente favorito nel corso della sua storia un aumento della produzione agricola e una valorizzazione delle terre da essi bagnate. Dal Canale Villoresi si dipartono infatti&nbsp;<strong>una serie di canali derivati<\/strong>; quelli derivati direttamente dal Villoresi vengono detti &#8220;secondari (per una lunghezza complessiva di 130 km); quelli derivati dai canali secondari vengono detti &#8220;terziari&#8221; (per un totale di 1300 km). Questa rete di canali (considerando la rete derivata ancora pi\u00f9 minuta si raggiunge un totale di&nbsp;<strong>2000 km<\/strong>) consente la coltura del prato irriguo, in passato utilizzando la tecnica del prato marcitoio. L&#8217;acqua  \u00e8 presente nel canale secondo un calendario&nbsp;di apertura e chiusura fissato dal consorzio di gestione (Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi); fino al 2015 esclusivamente da met\u00e0 aprile a met\u00e0 settembre, oggi \u00e8 previsto un periodo pi\u00f9 ampio di presenza di acqua nel canale, specialmente nel tratto a monte di Monza, dove sono state realizzzate delle piccole&nbsp;<strong>centrali idroelettriche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/Villoresi-DAmato-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1631\" width=\"298\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/Villoresi-DAmato-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/Villoresi-DAmato-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/Villoresi-DAmato-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/Villoresi-DAmato-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/Villoresi-DAmato.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><figcaption>Il canale Villoresi, Foto di L. D&#8217;amato<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli stagni<\/h2>\n\n\n\n<p>Quasi tutti gli stagni nel Parco (detti localmente anche \u201cfoppe\u201d) sono legati all\u2019intervento dell\u2019uomo. L\u2019attivit\u00e0 di cavazione sui terreni ricchi di argilla dei terrazzi fluvioglaciali pi\u00f9 antichi tra la fine dell\u2019800 e la met\u00e0 del \u2018900, successivamente abbandonata, ha determinato la situazione idonea per la loro spontanea formazione: zone depresse e con il fondo impermeabile colmate da acqua piovana; oggi se ne aggiungono di nuovi grazie all\u2019intervento diretto del Parco, appositamente realizzati per la conservazione di varie specie animali, in particolare degli <strong>anfibi<\/strong>, per i quali queste raccolte d&#8217;acqua di modesta estensione rappresentano un habitat riproduttivo ideale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono una trentina gli stagni presenti nel territorio del Parco., <\/p>\n\n\n\n<p>Lungo le loro sponde troviamo una\nvegetazione (pi\u00f9 spesso dominata dalla <strong>tifa<\/strong>,\nmista a <strong>cannuccia di palude<\/strong> negli\nstagni pi\u00f9 grandi) che consente il rifugio di vari animali di piccole\ndimensioni; questa tende per\u00f2 negli specchi d\u2019acqua poco profondi a occupare\ntutta la superficie provocandone il naturale interramento.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli insetti come le <strong>libellule<\/strong>, animali eleganti e dal volo\nscattante e veloce, sono presenze silenziose, ma ben visibili. Alcuni <strong>uccelli<\/strong> approfittano delle pozze\nd\u2019acqua per abbeverarsi d\u2019estate o per riposarsi durante le migrazioni,\narrivando a nidificare solo negli stagni pi\u00f9 grandi.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli stagni, le condizioni\nd&#8217;insieme dell&#8217;ambiente rendono impossibile la presenza di molte specie ittiche\nesigenti: la temperatura, di fondamentale importanza per i pesci, d\u2019estate pu\u00f2\nsuperare i 25\u00b0 &#8211; 30\u00b0C, mentre gi\u00e0 in autunno, le acque si raffreddano\nrapidamente e la superficie in inverno pu\u00f2 anche ghiacciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare che questo sistema ecologico continui ad ospitare solo ed esclusivamente specie adatte, <strong>\u00e8 vietata l\u2019immissione di animali o piante<\/strong>. Specie originarie di altri continenti quali le <strong>tartarughe palustri americane <\/strong>e i <strong>pesci rossi<\/strong>, acquistate nei negozi o vinti alle fiere, se liberati negli stagni possono prendere il sopravvento e far sparire quasi completamente ogni altra forma di vita, specialmente gli anfibi. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/castagneto3-1024x432.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1102\" width=\"527\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/castagneto3.jpg 1024w, https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/castagneto3-300x127.jpg 300w, https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/wp-content\/uploads\/castagneto3-768x324.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><figcaption>Gli stagni al castagneto di Bernareggio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corsi d&#8217;acqua naturali (La Molgora, La Molgoretta e il Rio Vallone) e artificiali (Canale Villoresi) del reticolo idrico principale attraversano il Parco da nord a &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1540,"parent":56,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1624","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1624"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1624\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1645,"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1624\/revisions\/1645"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/56"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parcoagricolonordest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}