Join Nature è un invito (in gergo una call) di Fondazione Cariplo per la raccolta di proposte progettuali e per sviluppare la collaborazione di soggetti privati e pubblici per l’attivazione di interventi concreti a tutela del capitale naturale e della biodiversità.

La call è stata aperta nell’aprile 2023 con la richiesta di schede di progetti che soddisfino l’obiettivo strategico n.2 di Fondazione Cariplo “Il cambiamento climatico, la tutela dell’ambiente e della biodiversità: affrontare le sfide ambientali come leva per lo sviluppo sostenibile e la resilienza delle comunità”. Agli Enti gestori delle Aree protette è stato richiesto di presentare proposte di conservazione, riqualificazione e rigenerazione della natura, mentre da parte sua Fondazione ha avuto il compito di sensibilizzare le aziende in ottica di Corporate Social Responsibility (CSR) e di miglioramento continuo della sostenibilità d’impresa.

Gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile perseguiti dalla call Join Nature

Il Parco agricolo Nord Est ha aderito a questa proposta inviando diverse schede progettuali, individuando interventi mirati e concreti su diversi Comuni consorziati grazie alla conoscenza del proprio territorio ed alla collaborazione di soggetti locali.

Le schede riguardano aspetti naturalistici (riqualificazione boschiva, realizzazione aree rifugio, …), aspetti fruitivi (rifacimento sentieri, creazione punti di osservazione, …) ed aspetti di comunicazione (visite guidate, pannelli, …).

Stralcio da una scheda progettuale

Fondazione Cariplo, ricevute le schede, ha coinvolto alcune imprese intenzionate a migliorare la sostenibilità ambientale e sociale d’impresa, migliorare l’immagine esterna verso stakeholder del territorio e potenziali investitori e sviluppare/migliorare le relazioni con le istituzioni e i soggetti nonprofit locali.

Di conseguenza ha messo in contatto la succursale italiana di Crédit Agricole Creditor Insurance con il Parco, condividendo l’intenzione di sostenere il progetto “Riqualificazione Bosco Villoresi in Comune di Carugate” con un cofinanziamento congiunto dei tre soggetti. Il Parco ha quindi realizzato il progetto esecutivo dei lavori, coinvolgendo il Comune di Carugate con una Convenzione per la riqualificazione e la valorizzazione fruitiva e naturalistica dell’area.

I lavori comprendono la manutenzione ordinaria del Bosco Villoresi e la valorizzazione ricreativa del Bosco Villoresi, con lo sviluppo di attività di educazione ambientale e sensibilizzazione su tematiche ambientali. Le attività si svilupperanno nel triennio 2025-2028 e vedranno l’incarico ad imprese boschive ed il coinvolgimento di soggetti dell’educazione scolastica locale e del terzo settore.

Aggiornamento Primavera 2026

Durante l’inverno e la primavera del 2026 l’area del Bosco Villoresi è stata oggetto di interventi: le prime fasi hanno riguardato l’eliminazione delle cause di degrado e di pericolo e l’incompatibilità con la linea dell’alta tensione; la seconda fase porta avanti un arricchimento in biodiversità di specie e di ecosistemi.

Nello specifico sono state effettuate le azioni di :

  • pulizia da rifiuti
  • rimozione di alberi morti e legno morto a terra
  • taglio delle specie aliene invasive
  • riaperture delle aree (taglio dei rovi e degli elementi arbustivi nella fascia di rispetto dell’elettrodotto)
  • preparazione del terreno per la fase di semina e piantumazione (scotico, rimozione o sotterramento delle ceppaie)
  • rimodellamento del profilo, soprattutto per la piccola collina centrale

Successivamente la ditta incaricata ha

  • seminato una base per le aree aperte con loiessa
  • preparato il terreno per la semina di fiorume (semi di fiori di campo) autoctono
  • messo a dimora giovani piante di alberi ed arbusti di specie autoctone, laddove siano compatibili con la linea dell’alta tensione, per mascherare l’area industriale confinante e per creare nuovi nuclei alberati.

Le piantumazioni verranno seguite durante l’estate anche con delle irrigazioni d’emergenza in modo da assicurare la crescita delle nuove piante.

La fase successiva prevede il ripristino di almeno una delle due aree umide presenti, con la copertura del telo impermeabile attualmente visibile, la piantumazione di specie igrofile e la realizzazione di vie di fuga per la fauna che dovesse cadere negli stagni.