La flora e la vegetazione nel Parco

 

La FLORA rappresenta l’elenco delle specie vegetali presenti in una determinata area. L’elenco floristico del Parco Agricolo Nord Est consta di oltre 500 specie diverse tra alberi, arbusti, fiori ed erbe, felci ed equiseti. Tra queste, oltre 40 sono le specie che per la loro rarità o il rischio di raccolta eccessiva sono inserite nell’elenco della flora protetta regionale (LR 10/08).

La VEGETAZIONE naturale o seminaturale (ovvero in cui parte delle loro caratteristiche è determinato dall’azione dell’uomo) è data da un insieme di specie diverse che vivono in determinato habitat. Un bosco, una siepe o un prato rappresentano esempi di vegetazione. Non si considerano invece esempi di vegetazione naturale i campi coltivati o i vivai. Possiamo spingerci oltre e dire che esistono diversi tipi di bosco o di prato. Per esempio: un bosco “igrofilo” (che vuol dire “amante dell’acqua”) è fatto tutto di piante che assorbono tanta acqua dalle radici; lo troveremo di certo vicino ad un fiume o ad un torrente.

Nel Parco possiamo trovare specialmente vegetazioni palustri (presso stagni e fossi), vegetazioni di campi a riposo, incolti erbosi, prati, siepi e boschi di diverso tipo.

I boschi presenti nel Parco sono lembi relitti di antiche foreste molto più estese; oggi dominati in buona parte dalla robinia (Robinia pseudoacacia), vedono localmente la presenza di farnia (Quercus robur) e carpino bianco (Carpinus betulus), lungo i corsi d’acqua di olmo campestre (Ulmus minor) e farnia, sui terreni più acidi, di rovere (Quercus petraea), betulla (Betulla alba) e castagno (Castanea sativa). Nello strato degli arbusti (dominanti al margine del bosco o nelle siepi), frequenti sono sambuco (Sambucus nigra), nocciolo (Corylus avellana) e sanguinello (Cornus sanguinea); non di rado si incontrano anche il biancospino (Crataegus monogyna), la berretta da prete (Euonymus europaeus) e il prugnolo (Prunus spinosa). Nel sottobosco, soprattutto nei boschi lungo il torrente La Molgora, sono presenti il maggior numero di specie rare e protette; tra queste, particolarmente rare e vulnerabile al di rischio d’estinzione nella pianura lombarda, il cipollaccio stellato (Gagea lutea) e il doronico medicinale (Doronicum pardalianches). Protette in quanto soggette a possibili raccolte distruttive anche i bellissimi mughetto (Convallaria maialis), dente di cane (Erythronium dens-canis) e primula comune (Primula vulgaris).

Primula comune (Primula vulgaris ), Foto di M. Villa

I prati, dominati da graminacee, e fiori dai variopinti colori che si susseguono dalla primavera all’autunno, raggiungono la massima espressione di biodiversità e valore alimentare per il bestiame a sud del canale Villoresi, grazie alla presenza della rete irrigua da esso derivata.

Nei campi a riposo e ai margini dei campi di grano si possono incontrare più facilmente papaveri (Papaver rhoeas) e camomilla (Matricharia camomilla): un tempo infestanti dei campi, sono state relegate in questa posizione dalle moderne tecniche di coltivazione. Il ranuncolo sardo (Ranculus sardous), spesso accompagnato da specie di particolare interesse, tra giugno e luglio ricopre di giallo alcuni terreni argillosi lasciati a riposo, accompagnato da specie di particolare interesse.

Mughetto (Convallaria majalis), Foto di G. Sardi

La vegetazione palustre negli stagni più grandi (detti localmente “foppe”) è dominata da cannucce di palude (Phragmites australis), tifa (Typha latifolia) e giunchi (Juncus effusus), che offrono riparo a una folta schiera di uccelli e anfibi.

Le azioni di tutela del Parco

Il Parco è costantemente impegnato in diversi progetti legati alla conservazione e al miglioramento della biodiversità vegetale. Insieme alle piantumazioni di specie arboree e arbustive autoctone, che oltre ad ampliare gli habitat boschivi presenti consentiranno la diffusione di specie ormai localmente rare, vengono realizzate azioni di reintroduzione o rinforzo di popolazioni (restocking) di specie erbacee autoctone rare o a rischio di estinzione locale. Inoltre parte degli sforzi nel settore è mirato al contenimento delle diverse specie vegetali esotiche infestanti che hanno (soprattutto quelle legnose) effetti nefasti sulla fisionomia delle vegetazioni e sulla biodiversità vegetale originarie: tra le diverse, ciliegio tardivo (Prunus serotina), ailanto (Ailanthus altissima) e il gelso da carta (Broussonetia papyrifera).